S.Maria della Misericordia - S.Maria_continua

 

In seguito alle asportazioni napoleoniche e alla stessa occupazione dell'Esercito Sabaudo, seguito dall'annessione delle Marche al Regno d'ltalia, avvennero espropriazioni di chiese e conventi, mentre le opere d'arte ivi esistenti erano affidate ai Comuni, per dare vita a piccoli musei locali. Tuttavia molte opere andarono ancora disperse, talvolta addirittura alienate dalle stesse Amministrazioni Comunali per mettere in pari il proprio bilancio.

Durante la dispersione del patrimonio culturale avvennero addirittura incredibili offese all'unicità dell'opera d'arte: i polittici furono smembrati e i singoli pannelli alienati a musei diversi, come accaduto per quelli del Crivelli di Porto San Giorgio e di Montefiore dell'Aso, tanto per ricordarne due tra i più importanti.

 

Le opere requisite ed asportate nella prima requisizione napoleonica e finite al Louvre, anziché restituite ai luoghi di origine, in parte almeno, furono portate a Roma, nella Pinacoteca Vaticana: così è accaduto per l'Annunciazione del Barocci, che era nella Cappella dei Duchi di Urbino nella Basilica Lauretana; e così, con la seconda requisizione, è accaduto per la Madonna di Piero della Francesca che era ad Urbino nella Chiesa di San Bernardino, passata a Brera per iniziativa del Governo austriaco che alla caduta di Napoleone prese il governo della città.

 

sanguemini.jpgSfogliando l'inventario degli oggetti d'arte delle province di Ancona e Ascoli Piceno, stampato a cura del Ministero dell'Educazione Nazionale (oggi Beni Culturali) nel 1936, vi si cita, nel piccolo museo annesso alla Cattedrale, una Madonna col Bambino descritta quale "Opera della fine del secolo XIV o dei primi del secolo XV, riferibile alla scuola abruzzese". Nello stesso inventario, a pag. 38, viene elencata nella Chiesa di Santa Maria della Piazza una tavola raffigurante San Primiano, assegnata alla prima metà del secolo XV; la scheda relativa riporta che questo dipinto è ricordato dal Crowe Cavalcaselle (History of Painting in North Italy, London, 1871), come opera di scuola umbro-senese, mentre il Van Marle nella sua Development of Italian schools of Painting, Laja 1923, 5, pag. 182, considera l'opera stessa di influenza del fabrianese Allegretto Nuzi. Prendendo visione delle passate attribuzioni su queste due opere anconetane, c'è da rimanere perplessi, in quanto inaccettabili per il contesto culturale di quelle scuole. Ma a quale dunque appartengono?

Escluse le altre scuole marchigiane ricordate, con le quali quei dipinti non hanno elementi stilistici affini, e senza lasciarci mettere fuori strada dalle influenze suggerite dai benemeriti studiosi citati, bisognerà invece, rimanere in Ancona e tener presente che qui esisteva una scuola pittorica, ancora rimasta nell'ombra, nonostante che in musei stranieri, già nel passato, venivano assegnate alcune opere ad una scuola di Ancona senza ulteriori precisazioni.

 

È ben noto che a Loreto, nella Santa Casa, si trovava un affresco raffigurante un'Adorazione dei Magi, opera voluta dal Duca di Milano Filippo Maria Visconti ed assegnata ad Aliguccio (o Olivuccio) Ciccarelli, pittore anconetano, sembra di nascita camerinese, del quale si conosce il nome, ma del quale purtroppo non possediamo più opera alcuna. Quell'affresco è andato perduto (o nascosto), quando la Santa Casa è stata coperta dal famoso rivestimento marmoreo del `500. Di Olivuccio non si conosce altro, anche se a lui è stato attribuito, ma senza possibilità di verifiche, il San Primiano del Duomo.