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Foce dell'Esino

Il fiume Esino

Nasce in provincia di Macerata dal Monte Cafaggio a circa 1.000 m s.l.m.. Scorre inizialmente ripido bagnando i centri di Esanatoglia, Matelica, dove riceve l'affluente rio Imbrigno, e Cerreto d'Esi; entra poi in Provincia di Ancona. Nei pressi di Borgo Tufico (frazione di Fabriano) riceve da sinistra il torrente Giano, apprestandosi ad entrare, alcuni km più a valle nella suggestiva e selvaggia Gola della Rossa scorrendo impetuoso tra alte pareti rocciose. All'ingresso della gola incrementa la propria portata grazie al fiume Sentino, suo maggior tributario di sinistra, che incontra l'Esino dopo aver attraversato la Gola di Frasassi, nella quale si trova il complesso ipogeo delle omonime grotte. Terminato questo il tratto, presso il territorio di Serra San Quirico, il fiume allarga notevolmente il proprio letto rallentando la sua corsa. In questo tratto bagna i comuni di Maiolati Spontini, Castelplanio e costeggiando per un ampio tratto la strada statale n.76 per Ancona, giunge in breve a Jesi. Il fiume prosegue ampio attraversando la cittadina di Chiaravalle per giungere infine in prossimità di Falconara Marittima dove sfocia con un estuario nel Mar Adriatico, dopo un percorso di circa 90 km.

L'Esino nel corso della Storia servì per molto tempo come confine. L'espansione dei Galli Senoni si fermò proprio sull'Esino, anche se non in maniera assoluta; in seguito a questa invasione il territorio a nord del fiume abitato dai Piceni, subì l'influsso celtico e, quando l'imperatore Augusto divise l'Italia in regioni, il Piceno a nord dell'Esino venne unito all'Umbria formando la regione Umbria et Ager Gallicus mentre a sud del fiume venne formata la regione Picenum.

(Lungo tutta la Vallesina è tuttora evidente come i dialetti dei vari paesi si differenzino a seconda del lato della valle dove gli stessi si trovano. Castelferretti fa eccezione nel senso che essendo a fondovalle non ha risentito dell'influenza di Jesi, trovandosi nel lato sud del fiume è rimasto immune dall'influenza del senigalliese che però è arrivata fino a Marina di Montemarciano quindi a soli 3Km in lina d'aria, non ha avuto influenze picene perché troppo lontano ed infine neanche dell'anconetano visto che Ancona è restata fino al 1861 praticamente isolata dalle sue stesse mura, vivendo la sua storia proiettata sempre verso il mare.)

Il fiume fu anche per lungo tempo il confine tra l'Italia propriamente detta e la Gallia Cisalpina, sin quando Silla non spostò (attorno all'81 a.C.) questo confine più a nord sul fiume Rubicone. Successive ripartizioni territoriali, sempre durante l'Impero Romano, riunirono le terre a nord e a sud dell'Esino, che smise dunque la sua funzione di confine.

Nel Medioevo il fiume tornò ad essere un elemento di delimitazione territoriale, in quanto la Repubblica di Ancona ebbe come confine di nord-ovest proprio la parte terminale dell'Esino, difesa da ben sei dei circa venti castelli di Ancona: Castelferretti, Falconara Alta, Rocca Priora, Monte San Vito, Camerata, Cassero.

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