Articoli

L'Esino

Importanza storica

L'Esino nel corso della Storia a volte servì come confine. L'espansione dei Galli Senoni si fermò proprio sull'Esino, anche se non in maniera assoluta; in seguito a questa invasione il territorio a nord del fiume abitato dai Piceni, subì l'influsso celtico e, quando l'imperatore Augusto divise l'Italia in regioni, il Piceno a nord dell'Esino venne unito all'Umbria formando la regione Umbria et Ager Gallicus mentre a sud del fiume venne formata la regione Picenum.

Il fiume fu anche per lungo tempo il confine tra l'Italia propriamente detta e la Gallia Cisalpina, sin quando Silla non spostò (attorno all'81 a.C.) questo confine più a nord sul fiume Rubicone. Successive ripartizioni territoriali, sempre durante l'Impero Romano, riunirono le terre a nord e a sud dell'Esino, che smise dunque la sua funzione di confine.

Nel Medioevo il fiume tornò ad essere un elemento di delimitazione territoriale, in quanto la Repubblica di Ancona ebbe come confine di nord-ovest proprio la parte terminale dell'Esino, difesa da ben cinque dei circa venti castelli di Ancona: Falconara, Rocca Priora o Fiumesino, Monte San Vito, Camerata, Cassero.

Foto