{"id":2127,"date":"2022-08-18T15:34:59","date_gmt":"2022-08-18T15:34:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.castelferretti.it\/?p=2127"},"modified":"2022-09-21T17:26:40","modified_gmt":"2022-09-21T17:26:40","slug":"i-bedini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.castelferretti.it\/index.php\/2022\/08\/18\/i-bedini\/","title":{"rendered":"I Bedini"},"content":{"rendered":"<div id=\"all\">\n<div id=\"back\">\n<div id=\"contentarea\">\n<div id=\"wrapper2\">\n<div id=\"main\" role=\"main\">\n<div class=\"item-page\">\n<h2><span style=\"font-size: 24pt;\">I fratelli Bedini<\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Materiale tratto dalla pubblicazione: &#8220;<strong>La chiesa di S. Andrea di Castelferretti<\/strong>&#8221; riscoperta dalla scuola media &#8220;Montessori&#8221; a cura di A. Borgognoni, L. Carrera e M. Reitano con la collaborazione di S. Magnani e L. Tonelli<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La \u00a0famiglia Bedini di Ostra<\/p>\n<p>\u201cL\u2019arte sacra dei Bedini\u201d (catalogo per la mostra a Roma) raccoglie le fonti e i documenti che<\/p>\n<p>possono presentare \u201cil caso\u201d di una delle tante botteghe artistiche italiane e attraverso essa ricostruire gli anni e gli avvenimenti della nostra storia dalla met\u00e0 dell\u2019ottocento ad oggi.<\/p>\n<p>Il Risorgimento, le vicende che portarono all\u2019Unita d\u2019Italia, la grande guerra, le colonie, la seconda \u00a0guerra mondiale e la ricostruzione sono rivissuti attraverso gli occhi dei componenti di questa famiglia, le loro esperienze \u00a0appaiono comuni a quelle di milioni di altri uomini che hanno vissuto quegli anni.<\/p>\n<p>Altrettanto accade anche per l\u2019ambito artistico. Gli eventi di una famiglia di pittori, decoratori, mosaicisti e restauratori ci permette di ricostruire una sorta di micro-storia dell\u2019arte degli ultimi due secoli.<\/p>\n<p>Le origini dei Bedini sembra risalgano ad una famiglia signorile presente a Lucca nel XV secolo, ma le prime notizie storiche che si hanno sull\u2019attivit\u00e0 artistica di questa comunit\u00e0 ci conducono ad Ostra, piccola citt\u00e0 dell\u2019entroterra marchigiano, alla met\u00e0 del XIX secolo e alla bottega artigiana di Giuseppe Bedini (Ostra 1835- Ostra 1905).<\/p>\n<p>Di professione falegname, egli leg\u00f2 la passione per l\u2019arte a quella politica, e, quando gli avvenimenti lo resero necessario, non esit\u00f2 ad indossare la camicia rossa garibaldina per partecipare alle campagne per l\u2019Unita d\u2019Italia.<\/p>\n<p>E\u2019 proprio dal momento del suo ritorno al paese d\u2019origine che egli inizi\u00f2 la nuova attivit\u00e0 di decoratore.<\/p>\n<p>Negli anni successivi suo figlio Attilio (Ostra 1867- Qstra 1932) diede un impulso ulteriore alla tradizione familiare: incoraggiato dal padre a frequentare le botteghe dei vari artisti, Attilio ebbe modo di lavorare spesso a fianco di Samoggia da Bologna o di altri pittori. Di questi anni ci rimangono come testimonianza i lavori eseguiti presso la chiesa di Santa Croce e il Santuario di \u201cSanta Maria Apparve\u201d a Ostra.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 intrapresa da Attilio trov\u00f2 sostegno e compimento in una schiera di geniali \ufb01glioIi: Antonio, Mariano Secondo, Marcantonio, Maturino, Michelangelo, Annunziata, Marcaurelio, Massimiliano e Zaccaria. Le commissioni incominciarono ad arrivare da ogni angolo delle Marche e una volta ritornati alla loro cittadina natale, c\u2019era giusto il tempo per preparare una nuova attrezzatura per il prossimo lavoro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MICHELANGELO (1904 &#8211; 1975):<\/p>\n<p>decise di approfondire la sua arte rivolgendosi con particolare dedizione al pittorico. Si trasfer\u00ec a Roma per frequentare l\u2019Accademia di Belle Arti Francese, che gli permise di liberare definitivamente le sue naturali doti di autentico pittore. Tra i suoi lavori troviamo: la decorazione della Cappella dedicata alla Madonna del Pozzo a Roma. II suo nome valic\u00f2 i confini dell\u2019Italia. Le sue opere vennero richieste negli Stati Uniti, in Brasile, Colombia, Africa e Australia. Visse in perfetta umilt\u00e0, lavorando senza mai cedere alle opportunit\u00e0 derivate dall\u2019aderire alle mode ed ai gusti del tempo. Muore a Porto Alegre mentre sta lavorando ai mosaici della Cattedrale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MARIANO SECONDO (1893-1945):<\/p>\n<p>Fu un ottimo paesaggista. Giovanissimo conobbe e lavor\u00f2 con Fra Paolo Augusto Mussini, e attraverso lui si confront\u00f2 con la corrente dei <em>Preraffaelliti<\/em> che si proponeva, attraverso un sincero e quasi mistico recupero dei temi medievali e rinascimentali, di contrastare l\u2019accademismo neo-classico che dominava la cultura dell\u2019epoca vittoriana. Di lui ricordiamo gli affreschi del Santuario della Madonna della Rosa ad Ostra, nel Duomo di Macerata e quelli della chiesa dei frati minori a Zara.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MARCANTONIO (1895-1990):<\/p>\n<p>Fu perfetto conoscitore di tutte le antiche tecniche decorative e del restauro: \u201cspecializzato nella decorazione e anche ottimo restauratore; perfetto conoscitore del chiaro scuro, egli sapeva eseguire con le vecchie tecniche i finti marmi; nei suoi lavori di restauro o ex novo di decorazione eseguiva le dorature nelle pi\u00f9 varie tecniche: con oro in foglia brumito, opaco, a mordere, argento.\u201d Tra i lavori di maggior rilievo, il Duomo di Senigallia, la Chiesa di \u201cSanta Maria in Via\u201d a Roma e la chiesa di S. Silvestro sempre a Roma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MARCAURELIO (1902-1971) e MASSIMILIANO (1907-1998):<\/p>\n<p>A loro volta si dedicarono alla doratura e alla decorazione. Marcaurelio, che a causa della poliomielite rimase infermo e quindi incapace di salire sui ponti delle armature, fu un ottimo doratore e lavor\u00f2 soprattutto per il restauro delle suppellettili sacre. Massimiliano per superare la grave crisi economica del 1937 part\u00ec per l\u2019Abissina; la guerra lo coinvolse ed egli fin\u00ec prigioniero degli inglesi a Nairobi, in Kenia. Rientr\u00f2 in famiglia dopo sei anni e si trasfer\u00ec a Roma dove, per esigenze economiche, non disdegn\u00f2 di eseguire i lavori di pittura edile, collaborando comunque in diverse occasioni con i fratelli Michelangelo, Marcantonio ed il nipote Attilio jr. Nel 1978 esegue la decorazione della chiesa di Poggio Cinolfo (Aq).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ANNUNZIATA (1901-1974):<\/p>\n<p>Fu allieva di Padre Bonaventura, un frate cappuccino fondatore ad Ostra di un laboratorio di ricamo di Arte Sacra. Esperta ricamatrice Nunziatina rivest\u00ec un ruolo di capo operaia fino al 1941 quando l\u2019 acutizzarsi degli eventi bellici causarono la chiusura del centro. Ancora oggi numerosi camici, piriali, pianete e tovaglie, utilizzate dall\u2019ordine cappuccino marchigiano e dai sacerdoti delle Marche, possono essere attribuiti alla sua mano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>TARCISIO (1929-1961):<\/p>\n<p>E\u2019 stato un pittore a tutto tondo che ci parl\u00f2 attraverso le sue opere del linguaggio della pi\u00f9 nobile forma di pittura. Per Tarcisio il dipingere non era soltanto provocato da una forza misteriosa dello spirito alla quale obbedire ciecamente, ma anche un legame di sangue con generazioni di artigiani ed affrescatori di chiese e di case patrizie. I primi quadri risalgono al 1949, frequent\u00f2 l\u2019Accademia Beato Angelico e quindi l\u2019Accademia di Belle Arti di Roma dove si diplom\u00f2 nel 1955. Divenne assistente alla Cattedra di Pittura fino alla morte nel 1961. Tra le sue opere ricordiamo l\u2019Abside della chiesa di S. Antonio a Settebagni in Sabina. Oggi la tradizione continua soprattutto con l\u2019opera di Sandro, Attilio jr., Katia e Michelangelo jr.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"wrap\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"footer-outer\">\n<div id=\"footer-inner\">\n<div id=\"bottom\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I fratelli Bedini &nbsp; Materiale tratto dalla pubblicazione: &#8220;La chiesa di S. Andrea di Castelferretti&#8221; riscoperta dalla scuola media &#8220;Montessori&#8221; a cura di A. Borgognoni, L. Carrera e M. Reitano con la collaborazione di S. Magnani e L. 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