{"id":269,"date":"2022-08-13T15:43:51","date_gmt":"2022-08-13T15:43:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.castelferretti.it\/?p=269"},"modified":"2023-01-09T14:34:24","modified_gmt":"2023-01-09T14:34:24","slug":"vie-e-piazze-del-paese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.castelferretti.it\/index.php\/2022\/08\/13\/vie-e-piazze-del-paese\/","title":{"rendered":"Vie e piazze del paese"},"content":{"rendered":"<div id=\"dnn_ctr485_ModuleContent\">\n<div class=\"Normal\">\n<h2><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>Toponomastica di Castelferretti<\/strong><\/span><\/h2>\n<p><em>Questa pagina, nella sua versione attuale, \u00e8 stata realizzata dalla redazione, su materiale inizialmente fornito ed elaborato da Manuela Maurizi e Sergio Badialetti<\/em> .<br \/>\n<strong><br \/>\nAttendiamo i vostri contributi per integrare e completare il nostro &#8220;stradario storico&#8221;. Inviate il materiale a <em>procastelferretti@libero.it<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via Boves <\/strong>&#8211; (provincia di Cuneo) &#8211; Il paese, che fu uno dei centri del Cuneese che ebbe a subire negli anni 1943\/44 devastazioni ed incendi a opera dei Tedeschi. Si ricordano gli incendi del 19\/9\/1943 e del 2\/01\/1944 e il massacro dei suoi 58 civili.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via Bassano del Grappa <\/strong>&#8211; (provincia di Vicenza)<strong> &#8211; <\/strong>Fu uno dei pi\u00f9 importanti centri delle immediate\u00a0\u00a0\u00a0 retrovie durante la Prima Guerra Mondiale, oggetto di numerosi bombardamenti. Nella Seconda Guerra Mondiale la popolazione della cittadina fu oggetto di dure repressioni da parte dei Nazisti.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via Osoppo <\/strong>&#8211; (provincia di Udine) &#8211; Osoppo fu centro di viva resistenza ai Tedeschi. L\u2019omonima brigata partigiana, conquistato nell\u2019estate del 1944, difese la zona sino al 15 dicembre, quando fu costretta ad abbandonare la zona libera della bassa Carnia.Via Bassano del Grappa provincia di Vicenza). Nella Prima Guerra Mondiale fu uno dei pi\u00f9 importanti centri delle immediate retrovie, oggetto di numerosi bombardamenti. Nella Seconda Guerra Mondiale la popolazione della cittadina fu oggetto di dure repressioni da parte dei Nazisti.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via Marzabotto <\/strong>&#8211; (provincia di Bologna) &#8211; Fra il 29\/9\/1944 e il 5\/10\/1944 i Tedeschi, con due reggimenti di Societ\u00e0 Segrete, al comando del maggiore Walter Reder, circondarono la cittadina, sterminando, per rappresaglia, 1836 civili di ogni et\u00e0 e sesso, i cui resti sono custoditi in un ossario.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via Cassino <\/strong>&#8211; (provincia di Frosinone) &#8211; Durante la Seconda Guerra Mondiale fu teatro di aspri combattimenti fra i Tedeschi e gli Alleati svoltisi fra il novembre 1943 e il maggio 1944. Nella prima fase dal 24\/11\/43 al 23\/3\/44 gli Alleati tentarono inutilmente di sfondare frontalmente le posizioni tedesche a ridosso di Cassino, costituenti la linea Gustav; nella seconda fase dal 11\/5\/44 al 25\/ l\u2019occupazione di alture vicine, ad aggirare Cassino distrutta e trasformata in fortiliziodai Tedeschi e a congiungersi con le truppe sbarcate ad Anzio (armata americana).<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via Cuneo <\/strong>&#8211; Cuneo \u00e8 tra le Citt\u00e0 decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perch\u00e9 \u00e8 stata insignita della Medaglia d&#8217;Oro al Valor Militare il 1\u00ba agosto 1947 per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attivit\u00e0 nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via Pieve di Cadore <\/strong>&#8211; (provincia di Belluno) &#8211; Durante la Seconda Guerra Mondiale dopo l\u20198\/9\/1943 e fino l\u20191\/5\/1945 fu incorporato nella regione dell\u2019Alpenvorland retta da un commissario tedesco.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via Vittorio Veneto <\/strong>&#8211; (provincia di Treviso) &#8211; Il nome di Vittorio Veneto \u00e8 legato alla famosa battaglia che segn\u00f2 la conclusione delle operazioni belliche sul fronte italiano della Prima Guerra Mondiale. Disputata con accanimento dal 24\/10 al 31\/11\/1918, port\u00f2 alla sconfitta dell\u2019esercito astro-ungarico, che dopo la ritirata italiana di Caporetto si era spinto fino alla linea del Piave. Lo sforzo italiano, coronato dal successo, port\u00f2 il 3 novembre alla capitolazione definitiva dell\u2019esercito nemico e alla firma dell\u2019armistizio di Villa Giusti.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Piazza 2 Giugno <\/strong>&#8211; (Festa della Repubblica) &#8211; A quella che era comunemente denominata \u201cLa Piazzetta\u201d, o Piazza Lottizzazione Leopardi, \u00e8 stato dato questo titolo, su proposta dell\u2019Associazione Nazionale Partigiani Italiani. E proprio il 2 gugno 1999 si \u00e8 tenuta alle ore 17.00 la cerimonia di inaugurazione, che ha visto la presenza del Sindaco, di altri rappresentanti del Comune e del CAM, delle Associazioni Civili e Militari. E\u2019 intervenuto anche il Corpo Bandistico di Castelferretti, che ha tenuto un mini-concerto.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via L. Bissolati <\/strong>&#8211; (Cremona 1857, Roma 1920) &#8211; Tra i fondatori del Partito Socialista nel 1892, divenne collaboratore assiduo di \u201cCritica Sociale\u201d. Nel 1895 fu eletto deputato di Pescarolo e Uniti (Cremona), ma rinunci\u00f2 e assunse, dalla fondazione (1896), la direzione dell\u2019\u201dAvanti!\u201d. Entrato nel 1897 in Parlamento, fu arrestato e subito liberato nel 1898 in seguito ai moti di Milano. Nel periodo giolittiano rappresent\u00f2 le tendenze pi\u00f9 moderate e riformiste del partito socialista. Favorevole alla guerra libica, fu espulso dal partito nel Congresso di Reggio nel 1912 con la frazione riformista e subito fond\u00f2, con Bonomi e Cabrini, il Partito Socialista Riformista, favorevole alla collaborazione con governi democratici e, nel 1914-15, all\u2019interventismo, come ultima difesa dei valori democratici contro il dispotismo degli Imperi Centrali come affermazione d\u2019una libera collaborazione fra le nazioni. Si arruol\u00f2 volontario nelle truppe alpine e fu gravemente ferito al Monte Nero (1915). Ministro senza portafoglio nel gabinetto Boselli, Bissolati si adoper\u00f2 a mantenere vivi e amichevoli i contatti tra il potere centrale e l\u2019esercito combattente. Dal novembre 1917 fu, nel gabinetto Orlando, ministro per l\u2019Assistenza militare e le pensioni.<br \/>\nSi dimise dopo Vittorio Veneto, il 27\/12\/1918, perch\u00e9 favorevole a un\u2019intesa con la Jugoslavia sui problemi adriatici e perci\u00f2 in disaccordo con Sonnino.<br \/>\n<strong>Piazza P. Albertelli<\/strong> &#8211; (Parma 1907, Roma 1944) &#8211; Storico della filosofia e uomo politico \u00e8 autore di notevoli saggi sulla filosofia greca. Fu sin da giovane oppositore tenace del Fascismo. Durante la Resistenza diresse a Roma le forze del Partito d\u2019Azione. Arrestato e torturato, fu trucidato alle Forze Ardeatine. Al suo nome si intitola anche un Liceo di Roma. Ha scritto: La dottrina parmidea (1935); Gli Eleati, testimonianze e frammenti (1939); Il problema morale della filosofia di Platone (1939).<br \/>\nPrima di essere cos\u00ec chiamata la piazza era dedicata a Garibaldi, poi a Foscolo e infine fu chiamata Via Marche.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via G. Tommasi<\/strong> &#8211; (Ancona 1895, Mathausen 1945) &#8211; Medaglia d\u2019oro al valore &#8211; combattente della Prima e Seconda Guerra Mondiale. Di modesta famiglia, con tenacissima volont\u00e0 seppe elevarsi conseguendo la laurea di ingegneria civile. Medaglia di bronzo al valor militare nella Prima Guerra Mondiale, cui partecip\u00f2 quale tenente di artiglieria. Aderente al Partito Comunista, immediatamente dopo l\u20198 settembre 1943, organizz\u00f2 i nuclei partigiani, iniziando il movimento clandestino armato, con mandato conferitogli dal Comitato di liberazione delle Marche. Primo comandante della Brigata in provincia di Ancona, fu arrestato e nel \u201844 condannato alla deportazione con destinazione al Campo di Mathausen e successivo trasferimento al Campo di lavoro di Wiener Neustad, ove accett\u00f2 di lavorare in un\u2019officina materiali ferroviari. Esonerato dal lavoro per ragioni fisiche, fu trasferito, a piedi dal Wiener Neustad nuovamente a Mathausen, ove pervenne menomato fisicamente ed in uno stato di grave debolezza. Spirava nell\u2019imminenza della liberazione, il 5 maggio 1945, e alla sua memoria venne concessa la medaglia d\u2019oro al valore, perch\u00e9 \u201cfra i primi a partecipare alla lotta partigiana; con instancabile attivit\u00e0 e sprezzo del pericolo organizz\u00f2 e comand\u00f2 la Brigata garibaldina delle Marche. Catturato dal nemico che vedeva in lui il simbolo della resistenza partigiana, alle pi\u00f9 atroci torture serbava il silenzio, riuscendo ad avvertire i compagni dell\u2019incombente pericolo. Fra i deportati in Germania manteneva alto il nome dell\u2019Italia, finch\u00e9 la sua eroica vita fu stroncata dagli inauditi stenti del Campo di Mathausen\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Piazza della Libert\u00e0 <\/strong>&#8211; Dopo aver denominato le altre vie del centro a personaggi che hanno lottato per la libert\u00e0 non si poteva certo non dedicare una piazza a questo bene cos\u00ec prezioso e importate per l\u2019individuo. La Costituzione Italiana del 01\/01\/148 mette il diritto di libert\u00e0 come primo e inviolabile (art. 13). Alla libert\u00e0 personale si connette tutte una serie di diritti che la nostra Costituzione garantisce separatamente e in modo particolareggiato.<br \/>\nL\u2019art. 14 afferma che il domicilio \u00e8 inviolabile.<br \/>\nL\u2019art. 15 tutela il segreto di corrispondenza.<br \/>\nL\u2019art. 16 garantisce la libert\u00e0 di immigrazione per cui, salvo gli obblighi di legge, ogni cittadino \u00e8 libero di uscire dal territorio nazionale e di rientrarvi; la stessa affermazione \u00e8 ripetuta per quanto concerne l\u2019emigrazione per ragioni di lavoro (art. 35).<br \/>\nAccanto alla libert\u00e0 personale la Costituzione garantisce altri diritti di libert\u00e0, i quali riguardano il cittadino non pi\u00f9 considerato nella vita privata ma nei rapporti sociali e politici (libert\u00e0 religiosa, libert\u00e0 di associazione e riunione e di insegnamento, libert\u00e0 di pensiero, libert\u00e0 professionale, libert\u00e0 di corrispondenza, ecc&#8230;).<br \/>\nTutte le libert\u00e0 riconosciute dalla Costituzione non sono altro che lotte di tanti uomini che hanno combattuto e sono morti per il loro raggiungimento. Prima di essere intitolata la piazza portava il nome di Piazza XX Settembre e poi Piazza Unit\u00e0 d\u2019Italia.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via XXV Aprile<\/strong> -Anticamente denominata Borgo Franca, quindi via Mazzini ed a seguire via Marche, infine 25 Aprile.<br \/>\n<strong>Via XIV Luglio <\/strong>&#8211; Anticamente denominata via Giordano Bruno.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via A. Sciesa &#8211; <\/strong>Amatore Sciesa di umili origini, popolano, di professione tappezziere, nel 1850 entr\u00f2 in contatto con alcuni gruppi clandestini repubblicani che lottavano contro il dominio che l\u2019Austria deteneva sul Lombardo-Veneto. Si era ad appena due anni dalle cinque giornate e il governatore generale il feldmaresciallo Radetzky perseguiva una politica ferocemente repressiva, che non lasciava altro scampo ai patrioti lombardi che la sottomissione, la forca o l&#8217;esilio, ma che d&#8217;altra parte, ben lungi dal ridurre l&#8217;opposizione politica e nazionale, la aizzava, anche se quest&#8217;ultima era costretta ad esprimersi nelle forme pi\u00f9 clandestine. Alla diffusione di manifesti rivoluzionari partecip\u00f2 anche Sciesa: la sera del 30 luglio 1851 egli venne bloccato, in corso di Porta Ticinese, in possesso di detti manifesti, ed arrestato con l&#8217;accusa di averne affisso alcune copie in via Spadari, a Milano. Condannato a morte in un processo sommario, Sciesa venne condotto allaforca: secondo la tradizione popolare, a un gendarme che, conducendolo al luogo di esecuzione, l&#8217;aveva fatto passare sotto le finestre di casa sua, esortandolo a rivelare i nomi di altri rivoluzionari in cambio del rilascio, avrebbe risposto in dialetto milanese: &#8220;<em>Tiremm innanz!<\/em>&#8221; (&#8220;<em>Andiamo avanti!<\/em>&#8220;). In mancanza del boia, defunto alcuni giorni prima, venne fucilato.Nella sentenza egli venne erroneamente chiamato Antonio e per questo motivo nacque l&#8217;equivoco legato al suo nome.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via U. Terzi\u00a0<\/strong> &#8211; (Parma-Monte Sant\u2019Angelo 4 maggio 1944)<br \/>\nFiglio di Leopoldo. Partigiano, fu decorato di medaglia di bronzo al valore militare, con la seguente motivazione: Fino dall\u2019inizio partecipava alla lotta di liberazione segnalandosi per slancio e coraggio in numerose azioni di disarmo. Catturato riusciva a fuggire riprendendo il suo posto di lotta. Con il suo tempestivo intervento salvava la vita al proprio comandante di brigata che era stato circondato da cinque Tedeschi riuscendo a ucciderne tre e a volgere gli altri in fuga. In una successiva circostanza teneva testa arditamente al nemico superiore di forze, finch\u00e8 esaurite le munizioni cadeva barbaramente ucciso.<\/div>\n<div class=\"Normal\">Questa via era per\u00f2 chiamata \u201cVia del zocco\u201d, il nome derivava dalla consuetudine di vendervi \u00a0la carne di animali (bovini e ovini) che erano morti di malattia. Questa carne veniva tagliata su uno \u201czocco\u201d ossia un ciocco di legno; era una delle poche occasioni in cui i poveri potevano mangiare carne ad un prezzo ad essi accessibile.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via P. Mauri<\/strong><\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via N. Sauro <\/strong>&#8211; (Capodistria,20 settembre1880\u2013 Pola, 10 agosto1916) \u00e8 stato un patriota emilitare\u00a0italiano. Esponente dell&#8217;irredentismo italiano, tenente di vascellodellaRegia Marinanel primo conflitto mondiale, fu giustiziato per alto tradimento dall&#8217;Austria-Ungheria.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via della Stazione <\/strong>&#8211; collega il centro con la stazione ferroviaria<strong><br \/>\n<\/strong><\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via A. Fusinato <\/strong>&#8211; (Schio,25 novembre1817 \u2013 Roma, 28 dicembre 1888) \u00e8 stato un poeta e patriota italiano.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via F. Magellano <\/strong>&#8211; (Sabrosa, 17 ottobre1480 \u2013 Mactan, 27 aprile1521) \u00e8 stato un esploratore e navigatore\u00a0portoghese. Intraprese la prima circumnavigazione del globo al servizio della corona spagnola. Fu il primo a partire dall&#8217;Europa verso Ovest diretto in Asia e il primo europeo a navigare nell&#8217;Oceano Pacifico. La storia del suo viaggio \u00e8 pervenuta tramite gli appunti di un suo uomo d&#8217;arme, il vicentino\u00a0Antonio Pigafetta, che si adoper\u00f2 per il resto della sua vita a mantenere viva la memoria di Magellano e della sua impresa.<\/div>\n<div id=\"dnn_ctr485_ModuleContent\"><strong>Via G. da Verazzano <\/strong>&#8211; (Val di Greve,1485 circa \u2013 Antille, 1528 circa), \u00e8 stato un esploratore e navigatore italiano. Comp\u00ec i suoi viaggi per conto della Francia ed esplor\u00f2 m(Firenze,18 marzo 1454 \u2013 Siviglia,22 febbraio1512) \u00e8 stato un navigatore, esploratore e cartografo italiano. Fu tra i primi e pi\u00f9 importanti esploratori del Nuovo Mondo, tanto da lasciare il suo nome al continente. L&#8217;intuizione fondamentale di Vespucci risiedette nell&#8217;aver compreso che le nuove terre non costituissero porzioni di territorio del continente asiatico, ma facevano parte di una &#8220;quarta parte del globo&#8221;. Egli not\u00f2 infatti, compiendo un viaggio al servizio del Portogallo nel 1501, che l&#8217;estensione delle zone scoperte si spingeva fino al 50\u00ba grado di latitudine sud. Da tale notevole grandezza comprese di essere in presenza di un continente fino ad allora sconosciuto.<\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><strong>Via A. Vespucci <\/strong>&#8211; (Firenze, 18 marzo 1454 \u2013 Siviglia, 22 febbraio 1512) \u00e8 stato un navigatore, esploratore e cartografo italiano. Fu tra i primi e pi\u00f9 importanti esploratori del Nuovo Mondo, tanto da lasciare il suo nome al continente. L&#8217;intuizione fondamentale di Vespucci risiedette nell&#8217;aver compreso che le nuove terre non costituissero porzioni di territorio del continente asiatico, ma facevano parte di una &#8220;quarta parte del globo&#8221;. Egli not\u00f2 infatti, compiendo un viaggio al servizio del Portogallo nel 1501, che l&#8217;estensione delle zone scoperte si spingeva fino al 50\u00ba grado di latitudine sud. Da tale notevole grandezza comprese di essere in presenza di un continente fino ad allora sconosciuto. Terzo figlio di Anastasio o Nastagio Vespucci, notaio fiorentino, e di Elisabetta o Lisa Mini, nobildonna di Montevarchi, nacque il 18 marzo 1454, come testimonia l&#8217;atto di battesimo di S.Maria del Fiore; nel 1489 si trasfer\u00ec a Siviglia su incarico del banchiere Lorenzo di Pierfrancesco de&#8217; Medici. A Siviglia conobbe Cristoforo Colombo. Nel 1499 si un\u00ec ad Alonso de Hojeda, il quale aveva ricevuto dalla Spagna l&#8217;incarico di esplorare, in direzione sud, le coste del continente scoperto da Colombo. Navigatore e profondo studioso dei mari, durante i suoi viaggi esplor\u00f2 gran parte delle coste orientali del Sud America. Fu tra i primi sostenitori dell&#8217;idea che Cristoforo Colombo avesse scoperto un nuovo continente e non una rotta occidentale per raggiungere l&#8217;Estremo Oriente per mare.<\/div>\n<div><strong>Via G. Caboto <\/strong>&#8211; (Repubblica di Genova,\u00a0 1450 &#8211; 1451 circa \u2013 Inghilterra, 1498) \u00e8 stato un navigatore ed esploratore\u00a0italiano, famoso per aver continuato l&#8217;opera di Cristoforo Colombo iniziando la serie di grandi viaggi di scoperta verso il nord-ovest, in particolare per aver scoperto il Canada il 24 giugno 1497<\/div>\n<p class=\"Normal\"><strong>Via O. Romero <\/strong>&#8211; \u00d3scar Arnulfo Romero y Gald\u00e1mez (Ciudad Barrios,<a title=\"15 agosto\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/15_agosto\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">15 agosto<\/a><a title=\"1917\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1917\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">1917<\/a> \u2013 San Salvador, 24 marzo1980) \u00e8 stato un arcivescovo cattolico salvadoregno. Fu arcivescovo di San Salvador, capitale di El Salvador. A causa del suo impegno nel denunciare le violenze della dittatura del suo paese, fu ucciso da un cecchino, mentre stava celebrando Messa.<\/p>\n<p class=\"Normal\"><strong>Via G. Belli <\/strong>&#8211; (Roma,7 settembre1791 \u2013 Roma, 21 dicembre 1863) \u00e8 stato un poeta italiano. Nei suoi 2200 sonetti in vernacolo romanesco raccolse la voce del popolo della Roma del XIX secolo.<\/p>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via Colonne<\/strong><\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via dell&#8217;Agricoltura<\/strong><\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via Ponte Murato<\/strong><\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via del Consorzio<\/strong><\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via Saline<\/strong><\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via dell&#8217;Industria<\/strong><\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via S. Sebastiano<\/strong><\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via dell&#8217;Artigianato<\/strong><\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via G. Marconi <\/strong>&#8211; Il marchese Guglielmo Giovanni Maria Marconi (Bologna, 25 aprile 1874 \u2013 Roma, 20 luglio 1937) \u00e8 stato un fisico e inventore italiano. \u00c8 conosciuto per aver sviluppato per primo un efficace sistema di comunicazione con telegrafia senza fili via onde radio che ottenne una notevole diffusione: evoluzioni di tale sistema portarono allo sviluppo dei moderni sistemi e metodi di telecomunicazione come la radio, la televisione e in generale tutti i sistemi che utilizzano le comunicazioni senza fili. Anche altri scienziati ed inventori hanno contribuito all&#8217;invenzione della telegrafia senza fili o hanno effettuato esperimenti simili negli stessi anni, come ad esempio Heinrich Hertz nel 1886, Nikola Tesla nel 1893, Carl Ferdinand Braun, Thomas Edison, Aleksandr Popov ed altri, ma gli esperimenti di Marconi portarono alle prime applicazioni commerciali su vasta scala della telegrafia senza fili.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via del Tesoro<br \/>\n<\/strong><\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via G. Ungaretti <\/strong>&#8211; Nato nel 1888 ad Alessandria d\u2019Egitto da genitori lucchesi, comp\u00ec gli studi a Parigi e si educ\u00f2 nel clima del Simbolismo francese e segu\u00ec i corsi di Bergson sulla durata e percezione della dimensione temporale. Ritoenato in Italia, entr\u00f2 in contatto con l\u2019ambiente della \u201cVoce\u201d; fu interventista e combattente della Prima Guerra Mondiale.<br \/>\nLa sua prima raccolta in versi, Il porto sepolto (1916), conferita poi in Allegria di naufraghi (1919), rivel\u00f2 in lui un poeta nuovo, il vero iniziatore della poesia pura. Seguirono L\u2019allegria (1931), Sentimento del tempo (1933, 1936, 1942), Il dolore (1847), La terza promessa (1950), Un grido di paesaggi (1952), Il taccuino del vecchio (1960), Dialogo (1968). Notevoli anche le traduzioni poetiche e i libri in prosa Il povero nella citt\u00e0 e Il deserto e dopo. Il poeta mor\u00ec a Milano nel 1970.<br \/>\nDurante gli studi tutti ci ricordiamo della poesia San Martino del Carso, Natale e Non gridate pi\u00f9, testimonianze atroci e strazianti della capacit\u00e0 distruttiva della guerra e che, oggi pi\u00f9 che mai, ci dovrebbero far riflettere.<\/div>\n<p><strong>Via E. Montale<\/strong> &#8211; Eugenio Montale nacque a Genova nel 1896. Nel 1927 si trasfer\u00ec a Firenze, dove fu direttore del Gabinetto scientifico-letterario Vieusseux, incarico che ricoprir\u00e0 fino al 1938 , quando verr\u00e0 allontanato perch\u00e8 non iscritto al Partito Fascista.<br \/>\nDal 1947 si stabil\u00ec a Milano, dove fu redattore del Corriere della Sera, e dove mor\u00ec nel 981, dopo aver ottenuto, nel 1975, il premio Nobel per la letteratura. E\u2019 autore delle raccolte di liriche Ossi di Seppia (1925), Le occasioni (1939), La bufera e altro (1956), Satura (1966 e 1970), Diario del 1971 e del 1972 (1973), Quaderno di quattro anni (1977); di un volume di prose liriche e racconti, La farfalla di Dinard, e di numerosi saggi raccolti in diversi volumi come auto da f\u00e9, Fuori di casa, Nel nostro tempo, Sulla poesia. Tutti ricorderanno le poesie Meriggiare pallido e assorto e Spesso il male di vivere.<\/p>\n<p><strong>Via S. Quasimodo<\/strong> &#8211; Nato a Modica (Ragusa) nel 1901, Quasimodo trascorse la sua giovinezza nell\u2019isola tra continui spostamenti, imposti dal mestiere del padre, capostazione delle Ferrovie. Nel 1920 si spost\u00f2 a Roma per conseguire la laurea in ingegneria; ma dopo due anni interruppe definitivamente gli studi per trovare lavoro. Fece diversi mestieri: il disegnatore tecnico, il commesso presso la Rinascente di Roma, infine l\u2019impiegato presso il Genio Civile che lo obbligher\u00e0 a spostarsi di continuo per tutta Italia. Fu Elio Vittorini, Che Quasimodo aveva sposato la sorella, a mettere in contatto il cognato con Eugenio Montale e l\u2019ambiente fiorentino della rivista \u201cSolaria\u201d. E\u2019 porprio nelle edizioni Solaria che venne pubblicato il Primo libro in versi di Quasimodo, Acque e Terre (1930), seguito da altre raccolte come Oboe sommerso (1932), Erato e Apollion (1936), Poesia (1938), Ed \u00e8 subito sera (1942). Nel 1938 Quasimodo si trasfer\u00ec a Milano.<br \/>\nL\u2019amara esperienza della guerra si riflesse nella raccolata Giorno dopo giorno del 1947, dove Quasimodo attribu\u00ec alla poesia una nuova missione umana e sociale, confermata in La vita non \u00e8 u sogno del 1949.<br \/>\nAltre raccolte: Il falso e il verde (1956), La terra impareggiabile (1958), Dare e avere (1966). Nonostante al sua opera appaia meno importante di Ungaretti e Montale nel 1959 ottenne il Premio Nobel. Mor\u00ec nel 1968.<br \/>\nAnche di lui non si pu\u00f2 dimenticare le poesia da Giorno dopo giorno Alle fronde dei salici e Ed \u00e8 subito sera della omonima raccolta.<\/p>\n<div class=\"Normal\">\n<p><strong>Via A. Aleardi <\/strong>&#8211; Aleardo Aleardi,il cui vero nome di battesimo \u00e8 Gaetano Maria, nacque a Verona il 4 novembre 1812 e ivi mor\u00ec il 17 luglio 1878.<strong><br \/>\n<\/strong>Di nobile famiglia studi\u00f2 legge a Padova dove fu amico e compagno di Fusinato e Prati, con il quale partecip\u00f2 alle manifestazioni antiaustriache organizzate dagli studenti.<br \/>\nInizi\u00f2 a dedicarsi alla poesia e si avvicin\u00f2 agli ideali democratici risorgimentali.Entr\u00f2 in contatto con Niccol\u00f2 Tommaseo e Daniele Manin dal quale fu inviato a Parigi per sollecitare aiuti alla causa della Repubblica di Venezia. Prese parte ai moti del 1948 a causa dei quali venne incarcerato due volte.<br \/>\nDopo l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia insegn\u00f2 Estetica all&#8217;Accademia di Belle Arti di Firenze e nel 1873 fu nominato Senatore.<strong><br \/>\n<\/strong>La sua fama di poeta conobbe periodi altalenanti: la sua maggior fortuna fu segnata dalla raccolta delle opere migliori della sua produzione in un volume di<em> Canti<\/em>, composti per lo pi\u00f9 con grande attenzione metrica in una lingua letteraria vicina al modello foscoliano, dove sono presenti tutti i temi del romanticismo italico dagli ideali patriottici ai buoni sentimenti familiari.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via S. Aleramo <\/strong>&#8211; Pseudonimo di Rina Faccio, Sibilla Aleramo nasce ad Alessandria il 14 agosto 1876. Presto si stabilisce con la famiglia a Civitanova Marche dove, con matrimonio riparatore, sposa a quindici anni un giovane del luogo. \u00a0Nel 1901 abbandona marito e figli iniziando, come lei stessa amava dire, la sua \u201cseconda vita\u201d. Conclusa una relazione sentimentale con il poeta Damiani, si lega a G.Cena ma, dopo la crisi con quest\u2019ultimo, inizia una vita errabonda che la avvicina a Milano e al movimento Futurista, a Parigi e ai poeti Apollinaire e Verhaeren, infine a Roma e a tutto l\u2019ambiente intellettuale ed artistico di quegli anni (qui conosce Grazia Deledda). Durante la prima guerra mondiale incontra Dino Campana e con lui inizia una relazione complessa e tormentata. Nel 1936 conosce il giovane Matacotta, a cui resta legata per 10 anni e di questo periodo \u2014 la sua \u201cquarta esistenza\u201d \u2014 lascia testimonianza nel diario che l\u2019accompagner\u00e0 fino alla morte. Al termine della seconda guerra mondiale si iscrive al P.C.I. e si impegna intensamente in campo politico e sociale. Collabora, tra l\u2019altro, all\u2019\u00abUnit\u00e0\u00bb e alla rivista \u00abNoi donne\u00bb. Muore a Roma nel 1960, dopo una lunga malattia.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via S. Sebastianelli <\/strong>&#8211; Sirio Sebastianelli\u00a0 Castelferretti 1924 &#8211; Roma 2005.\u00a0 Nato da una famiglia di operai, nel 1948, alle prime elezioni libere dopo la dittatura fascista, si \u00e8 candidato con successo al ricostituito comune di Falconara Marittima nelle liste del Fronte Popolare ed \u00e8 entrato a far parte della Giunta come vicesindaco. Da allora ha svolto una intensa ed ininterrotta attivit\u00e0 politica. Pur in possesso del solo diploma magistrale (le condizioni economiche non gli permisero di continuare gli studi), nel 1946 \u00e8 diventato giornalista professionista lavorando prevalentemente al quotidiano l&#8217;Unit\u00e0. Ha diretto diversi periodici e riviste, a vario\u00a0 titolo collegati alle sue convinzioni politiche. Fortemente radicato al suo paese natale, ha scritto numerose pubblicazioni su Castelferretti, lasciando una importante testimonianza della vita, dell&#8217;economia e della cultura locale.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via O. Palme <\/strong>&#8211; (Stoccolma, 30 gennaio1927 \u2013 Stoccolma, 28 febbraio 1986) \u00e8 stato un politico svedese, <em>leader<\/em> del Partito Socialdemocratico e primo ministro di Svezia in carica al momento della sua morte per omicidio.<\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via S. Allende <\/strong>&#8211; Salvador Guillermo Allende Gossens (Valpara\u00edso, 26 giugno 1908 \u2013Santiago del Cile, 11 settembre 1973) \u00e8 stato un politico cileno, primo Presidente marxista democraticamente eletto nelle Americhe. Allende fu Presidente del Cile dal 3 novembre 1970 fino alla destituzione violenta a seguito di un colpo di stato militare appoggiato dagli Stati Unit<a title=\"Stati Uniti d'America\" href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stati_Uniti_d%27America\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">i<\/a>, avvenuta l&#8217;11 settembre1973, giorno della sua morte. Laureatosi in medicina all&#8217;Universidad de Chile, ne fu allontanato e venne inquisito per motivi politici alla fine degli studi. Nel 1933 partecip\u00f2 alla fondazione del Partito socialista cileno. Successivamente eletto deputato del parlamento cileno nel 1937; quindi nel 1943 venne scelto come segretario dei socialisti e ricopr\u00ec la carica di ministro della sanit\u00e0; infine nel 1945 divenne senatore. Nel 1970 ottenne la vittoria elettorale come candidato &#8220;marxista&#8221; alla nomina a presidente della repubblica del Cile, quindi presiedette un governo di coalizione. Nel 1973 un golpe organizzato dall&#8217;esercito caus\u00f2 la sua morte in circostanze drammatiche \u2013 probabilmente suicida \u2013 nel palazzo presidenziale a Santiago del Cile, portando al governo il generale Augusto Pinochet che instaur\u00f2 una dittatura militare. I suoi sostenitori si riferiscono a lui come <em>Compa\u00f1ero Presidente<\/em> (&#8220;Compagno Presidente&#8221;) e lo ricordano come uno dei pochi rivoluzionari non violenti.<strong><br \/>\n<\/strong><\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via E. &#8220;Che&#8221; Guevara <\/strong>&#8211; Ernesto Guevara de la Serna, pi\u00f9 noto come Che Guevara, el Che\u00a0 (Rosario,14 maggio 1928 \u2013La Higuera, 9 ottobre 1967), \u00e8 stato un rivoluzionario, guerrigliero, scrittore e medico argentino. Guevara fu membro del Movimento del 26 di luglio e, dopo il successo della rivoluzione cubana, assunse un ruolo nel nuovo governo, secondo per importanza solo a Fidel Castro. Dopo il 1965, lasci\u00f2 Cuba per attuare la Rivoluzione popolare in altri Paesi, prima nell&#8217;ex Congo Belga (ora Repubblica Democratica del Congo), poi in Bolivia. L&#8217;8 ottobre 1967 venne ferito e catturato da un reparto anti-guerriglia dell&#8217;esercito boliviano &#8211; assistito da forze speciali statunitensi costituite da agenti speciali della CIA &#8211; a La Higuera, nella provincia di Vallegrande (dipartimento di Santa Cruz). Il giorno successivo venne ucciso e mutilato ai polsi nella scuola del villaggio. Il suo cadavere &#8211; dopo essere stato esposto al pubblico a Vallegrande &#8211; fu sepolto in un luogo segreto e ritrovato da una missione di antropologi forensi argentini e cubani, autorizzata dal governo boliviano di Sanchez de Lozada, nel 1997. Da allora i suoi resti si trovano nel Mausoleo di Santa Clara di Cuba.<strong><br \/>\n<\/strong><\/div>\n<div class=\"Normal\"><strong>Via S. Maria<\/strong><\/div>\n<div class=\"Normal\">\n<p><strong>Piazza U. Saba<\/strong> &#8211; Nato a Trieste nel 1883 da padre cristiano che abbanon\u00f2 la madre, ebrea, prima della sua nascita (di qui il ripudio del cognome Poli e la scelta del cognome ebraico), Saba ebbe fin dall\u2019infanzia diretta esperienza della conflittualit\u00e0 della vita, essendo entrato a far parte di una minoranza oppressa. Dopo aver lavorato presso una ditta commerciale, decise di dedicarsi alla poesia e si trasfer\u00ec a Firenze, nel 1905, con un atto che denotava la scelta della cultura italiana (Trieste faceva parte, allora, dell\u2019Impero astro-ungarico). Qui pubblic\u00f2 il suo primo libro Poesie 1911, ma non ottennne successo.<br \/>\nRitornato a Trieste dopo la Grande Guerra, Saba acquist\u00f2 una libreria antiquariache divenne anche la casa editrice delle sue numerose raccolte poetiche, conferite poi, nel 1945, in una edizione presentata come definitiva, del Canzoniere, che fu per\u00f2, dopo la pubblicazione di ulteriori raccolte, ampliato nel 1948, nel 1951 e, dopo la sua morte, nel 1961. In prosa pubblic\u00f2 Scorciatoie e raccontini, che \u00e8 anche un\u2019 interessante commento delle proprie liriche, e un romanzo incompiuto, Ernesto, pubblicato postumo nel 1975.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Toponomastica di Castelferretti Questa pagina, nella sua versione attuale, \u00e8 stata realizzata dalla redazione, su materiale inizialmente fornito ed elaborato da Manuela Maurizi e Sergio Badialetti . 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